I tajarin con pesto di basilico e burrata sono un primo piatto che unisce la tradizione del classico pesto al tocco fresco e gourmet della burrata. Un abbinamento semplice ma accattivante, perfetto per rendere speciale un grande classico e portare in tavola una pasta cremosa, profumata e irresistibile. A fare la differenza sono anche i tajarin fatti in casa, il tipico formato di pasta fresca piemontese caratterizzato da fili sottilissimi, perfetti per raccogliere il condimento. Prepararli richiede un po’ di manualità, ma seguendo il procedimento passo passo otterrete una sfoglia sottile da tagliare finemente per realizzare i caratteristici nidi di pasta. Una volta cotti, basteranno pochi minuti per completare il piatto: condite i tajarin con il pesto di basilico preparato al mortaio e aggiungete una morbida burrata al centro di ogni porzione. Il suo cuore cremoso si unirà alla pasta ancora calda creando un contrasto di consistenze e sapori davvero invitante. Preparate i tajarin con pesto di basilico e burrata per un pranzo speciale o una cena in cui volete sorprendere con semplicità!
Ecco altre ricette di pasta al pesto:
Consigliamo di consumare subito i tajarin con pesto di basilico e burrata.
Potete congelare il pesto in barattoli di vetro.
Il panetto di pasta cruda per i vostri tajarin si può conservare in frigorifero, avvolto nella pellicola trasparente, per 1 o al massimo 2 giorni. Potete anche congelarli da crudi una volta formati a nido: riponete i nidi di tajarin ben distanziati su un vassoio e metteteli in congelatore per farli indurire per un paio d’ore. Quando saranno ben congelati e rigidi, trasferiteli nei sacchetti gelo e riponeteli nuovamente in freezer. Al momento del bisogno, non dovrete scongelarli, ma vi basterà lessarli direttamente da congelati in abbondante acqua bollente salata, calcolando giusto un minuto in più di cottura rispetto alla pasta fresca.
Se non avete la macchina per stendere la pasta e formare i tajarin potete procedere a mano in questo modo: stendete sottilmente la sfoglia con il mattarello, poi infarinate e arrotolate le sfoglie ottenute senza stringerle, quindi tagliatele a strisce molto sottili larghe circa un millimetro.
